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1° maggio: perché il lavoro non è mai una festa
Il 1° maggio ricorda le lotte che hanno dato forma ai diritti del lavoro e mette alla prova ciò che il lavoro è diventato oggi. La mattina del primo maggio ha un silenzio particolare. Non somiglia alla domenica, che almeno possiede una sua pigrizia riconoscibile. Somiglia piuttosto a una tregua sospetta. Le serrande abbassate fanno pensare che per un giorno il lavoro si sia fatto da parte. Poi basta guardare meglio, e ricompare. Nel telefono tenuto in mano anche davanti al palco. Nel conto rifatto a mente mentre qualcuno parla di diritti. Nel pensiero di domani che torna presto, con quella puntualità un po’ sgradevole delle cose necessarie. Il primo…


