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La sera non è più nostra
Il lavoro digitale ha cancellato molti confini: il diritto alla disconnessione prova a proteggere il tempo libero dallo schermo sempre acceso. La sera, una volta, aveva almeno una sua maleducata chiarezza. Finiva il turno, si usciva, si tornava a casa. Magari stanchi, magari arrabbiati, magari con il corpo ancora pieno di fabbrica, ufficio, negozio, corsia, magazzino. Però il lavoro aveva un luogo. Una porta. Un cancello. Una luce che si spegneva. Adesso no. Adesso il lavoro sa entrare senza cappotto e senza chiedere permesso. Vibra sul tavolo, mentre si sparecchia. Compare nel telefono, tra una foto di famiglia e una notifica qualunque. Ha il tono educato di una mail serale,…
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1° maggio: perché il lavoro non è mai una festa
Il 1° maggio ricorda le lotte che hanno dato forma ai diritti del lavoro e mette alla prova ciò che il lavoro è diventato oggi. La mattina del primo maggio ha un silenzio particolare. Non somiglia alla domenica, che almeno possiede una sua pigrizia riconoscibile. Somiglia piuttosto a una tregua sospetta. Le serrande abbassate fanno pensare che per un giorno il lavoro si sia fatto da parte. Poi basta guardare meglio, e ricompare. Nel telefono tenuto in mano anche davanti al palco. Nel conto rifatto a mente mentre qualcuno parla di diritti. Nel pensiero di domani che torna presto, con quella puntualità un po’ sgradevole delle cose necessarie. Il primo…
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Kurds between two fires: from Iran’s borderlands to Kobane
Iranian and Syrian Kurds are being squeezed by repression, siege and proxy war; even the latest voices from PJAK refuse to become anyone’s infantry. There are moments when history does not merely trap a people between two enemies; it presses them into the same vice from opposite directions. That is where Iranian and Syrian Kurds now stand. In Iran, Kurdish opposition groups are being drawn toward the dangerous frontier where political struggle can be turned into military utility. In Syria, Kobane, has once again become the emblem of a community first praised for its resistance to ISIS and then left exposed to siege, infrastructural strangulation and strategic neglect. The histories…
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Democratic Nation: the society that refuses to become a state
In Democratic Nation, Abdullah Öcalan imagines a political community built on pluralism, self-government and grassroots participation. That is precisely what makes it so difficult to tolerate and so easy to target. There is something almost scandalous in Democratic Nation: it dares to ask whether a people can become politically free without first becoming a state. In a world trained to think that sovereignty, borders, bureaucracy and armed institutions are the only serious grammar of politics, Abdullah Öcalan proposes something far more unsettling. He suggests that a nation does not have to harden into a state in order to exist. It can instead organize itself as a political society, plural, self-governing,…
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Democratic Confederalism: one of the world’s most advanced societies on the verge of disappearance
In Abdullah Öcalan’s first foundational text, Democratic Confederalism appears not just as a Kurdish political theory, but as a radical alternative to the nation-state; a society built on grassroots participation, pluralism and self-government, now threatened by war and centralism. When people speak about Democratic Confederalism, the danger is always the same: either it gets reduced to a slogan, or it gets treated like an abstract utopia with no body, no history and no enemies. But the point is exactly the opposite. We are not dealing only with a political theory. We are dealing with a rare historical experience, with a social experiment that tries to return politics to society, pluralism…
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Democratic Nation: la società che non vuole farsi Stato
Nel libro Democratic Nation, Abdullah Öcalan immagina una società politica fondata su pluralismo, autogoverno e partecipazione dal basso. Ed è proprio questa possibilità, oggi, a essere sotto minaccia. Quando si legge Democratic Nation, la prima cosa che salta agli occhi è che Öcalan non sta semplicemente correggendo il Confederalismo Democratico: sta cercando di dargli una forma storica e politica più compiuta. Se nel testo precedente rompeva con l’idea che la liberazione di un popolo debba passare per forza attraverso uno Stato, qui prova a rispondere alla domanda decisiva: che cos’è una nazione, se smette di identificarsi con un apparato statale, con un esercito, con un confine rigido e con un…
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Confederalismo Democratico: una delle società più avanzate al mondo sull’orlo della scomparsa
Il Confederalismo Democratico immagina una società fondata su autogoverno e pluralismo. Ed è proprio questa esperienza, oggi, a rischiare di scomparire. Nel primo testo-base di Abdullah Öcalan, il Confederalismo Democratico non appare come un semplice modello curdo, ma come una critica radicale allo stato-nazione e un tentativo di restituire la politica alla società. Ed è proprio per questo che la sua possibile scomparsa riguarderebbe tutti, non solo il Nord-Est della Siria. Quando si parla di Confederalismo Democratico, il rischio è doppio: da una parte ridurlo a parola d’ordine, dall’altra trattarlo come un’utopia astratta, senza corpo, senza storia e senza nemici. Ma il punto è proprio l’opposto. Qui non stiamo parlando…


















