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Scuola pubblica: il banco dove si decide il Paese
Tra riforme degli istituti tecnici, nuovi programmi e personale educativo invisibile, la scuola pubblica resta il luogo dove una democrazia mostra quanto crede davvero nell’uguaglianza. La scuola comincia sempre con un rumore piccolo. Una campanella, una porta che sbatte, un banco trascinato male, il registro che si apre con l’aria di chi ha già visto troppe mattine. Niente di solenne. Anzi, quasi tutto sembra dimesso: muri stanchi, corridoi troppo lunghi, banchi che hanno conosciuto generazioni di gomiti, zaini buttati a terra come animali domestici esausti. Eppure è lì che una società si confessa. Non nei discorsi ufficiali, dove la scuola viene sempre chiamata “centrale”, “strategica”, “decisiva”, con quella generosità verbale…


