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Gaza: non è una guerra “simmetrica”, è una guerra contro la possibilità di vivere
Gaza oggi è una crisi umanitaria strutturale: servizi essenziali al collasso, accesso agli aiuti instabile e civili intrappolati. Nessuna neutralità comoda. Gaza è un luogo reale, non una parola da timeline. È una società compressa in uno spazio piccolo, dove ogni interruzione di acqua, elettricità, cure e rifornimenti diventa immediatamente politica del corpo: si respira o non si respira, si opera o non si opera, si beve o non si beve. E quando la vita quotidiana viene gestita attraverso “rubinetti” logistici e corridoi intermittenti, chiamarla solo “guerra” è riduttivo: è anche amministrazione della sopravvivenza. Qui la nostra linea è dichiarata: noi stiamo dalla parte dei civili. Ma la nostra militanza…
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Kobane: l’assedio come arma politica contro i civili
Kobane e Rojava: isolamento logistico, crisi umanitaria e rischio caos. Non neutralità ma una scelta chiara: stare dalla parte dei civili sotto assedio. Kobane non è una parola-bandiera da sventolare: è una città reale, con persone reali, che pagano sulla pelle decisioni prese altrove. E quando in una città sotto pressione si riducono o si interrompono servizi essenziali, acqua, elettricità, comunicazioni, rifornimenti, non stiamo parlando di “disagi”: stiamo parlando di civili trasformati in leva. Qui sta la nostra scelta: non la neutralità che fa scena, ma la parte dei civili. Perché questo pezzo è schierato (ma non propagandistico) Noi non siamo neutrali: scegliere “il centro” quando un assedio stringe una…





