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In cella anche l’aria ha una pena
Quasi 65 mila detenuti, celle sovraffollate, caldo, suicidi, salute mentale al collasso, CPR e 41-bis. La sentenza stabilisce gli anni; tutto il resto lo aggiunge lo Stato. Il giudice aveva scritto tre anni. Agosto, no. Nel dispositivo della sentenza non c’erano quaranta gradi, una cella nella quale il letto regolamentare possiede una natura più teorica che materiale, l’attesa dello psichiatra, la bottiglia d’acqua diventata tiepida prima ancora di essere aperta, la notte trascorsa cercando sul pavimento qualche centimetro meno caldo. Il magistrato aveva stabilito una privazione della libertà; il resto è entrato dopo, senza udienza e senza possibilità d’appello. È forse questo il primo dato da tenere fermo quando si…
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Ceuta, l’Europa dei respinti
A Ceuta decine di migliaia di persone sono diventate moneta diplomatica. Marocco, Spagna, Stati Uniti, Algeria e Unione europea difendono i propri interessi; i respinti mettono il corpo.
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I curdi sotto la stessa morsa: dai confini iraniani a Kobane
Curdi iraniani e siriani stretti tra repressione, assedio e guerra per procura. In Iran cresce il rischio di escalation, a Kobane torna l’emergenza. I curdi iraniani e siriani si trovano oggi nel punto più pericoloso della geopolitica mediorientale: abbastanza vicini alla guerra da subirne il peso, ma abbastanza lontani dal potere da non poterla decidere. In Iran, una coalizione politica curda cerca di organizzarsi dentro una repressione storica e in piena escalation regionale. In Siria, Kobane torna a essere il simbolo di una comunità prima celebrata per la lotta contro l’ISIS e poi ricacciata dentro la logica dell’assedio. In entrambi i casi, il rischio è lo stesso: che le minoranze…
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Curdi iraniani e siriani: guerra per procura e civili sotto tiro
Coalizione dei curdi iraniani, contatti con gli USA e rischio guerra per procura. In Siria Kobane torna sotto assedio. Al centro: civili e minoranze. Una coalizione di forze politiche del Kurdistan iraniano è stata annunciata con un testo pubblico che dichiara obiettivi netti: lotta per rovesciare la Repubblica Islamica, autodeterminazione e costruzione di un’entità nazionale e democratica nel Kurdistan iraniano.DINAMOpress riassume la composizione iniziale e mette subito un punto che conviene tenere inchiodato al tavolo: tra principi dichiarati e capacità operativa c’è ancora spazio per molta ambiguità (e quindi per molte strumentalizzazioni). Qui non interessa “tifare” la coalizione come se fosse una squadra. Interessa capire il rischio politico reale: se…
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Iran dopo Khamenei: successione, Pasdaran e scenari possibili
Iran dopo Khamenei: come funziona la successione, il ruolo dei Pasdaran e gli scenari possibili. Perché l’escalation può colpire ancora i civili. La morte di Ali Khamenei non è una “notizia estera” da scorrere col pollice: è un terremoto istituzionale. Quando cade il vertice che per decenni ha tenuto insieme apparati, clero e repressione, non cambia solo un nome: cambia il modo in cui il potere si regge in piedi. E nei regimi, quando il potere vacilla, spesso reagisce con la stessa cura con cui un gorilla protegge il suo territorio: stringendo. Per capire cosa può accadere adesso bisogna uscire da due trappole: la trappola del tifo e la trappola…
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Gaza: non è una guerra “simmetrica”, è una guerra contro la possibilità di vivere
Gaza oggi è una crisi umanitaria strutturale: servizi essenziali al collasso, accesso agli aiuti instabile e civili intrappolati. Nessuna neutralità comoda. Gaza è un luogo reale, non una parola da timeline. È una società compressa in uno spazio piccolo, dove ogni interruzione di acqua, elettricità, cure e rifornimenti diventa immediatamente politica del corpo: si respira o non si respira, si opera o non si opera, si beve o non si beve. E quando la vita quotidiana viene gestita attraverso “rubinetti” logistici e corridoi intermittenti, chiamarla solo “guerra” è riduttivo: è anche amministrazione della sopravvivenza. Qui la nostra linea è dichiarata: noi stiamo dalla parte dei civili. Ma la nostra militanza…
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Il Punto di Vista: dare voce a chi voce non ce l’ha
“Il Punto di Vista” nasce per dare voce a chi la voce non ce l’ha: a chi è stato messo a tacere, a chi viene ignorato, a chi vive ai margini. Il Punto di Vista nasce per dare voce a chi viene messo a tacere, a chi viene ignorato, a chi vive ai margini. Nasce da un’idea semplice, ma tutt’altro che neutra: l’informazione e l’approfondimento non devono essere un lusso per pochi, ma un diritto. Per questo vogliamo costruire uno spazio aperto, accessibile e umano, dove leggere non significhi soltanto consumare notizie, ma provare a capire meglio il mondo in cui viviamo. Questo blog è aperto alla partecipazione di tutte…















